Valori, Identità, Squadra: l’incontro con il leggendario Comandante Alfa.


Valori, Identità, Squadra: l’incontro con il leggendario Comandante Alfa.


Il comandante Alfa è stato uno dei “soci-fondatori” del GIS (Gruppo di Intervento Speciale), il reparto d’èlite dei Carabinieri e ha un curriculum militare impressionante in termini di missioni, decorazioni e riconoscimenti. Ogni appartenente a questo reparto speciale opera nella segretezza più totale (anche nei confronti dei propri cari) ed è sottoposto ad addestramenti durissimi per essere in grado di intervenire con estrema rapidità e formidabile efficienza in situazioni e contesti estremamente pericolosi in Italia ed all’estero. Si tratta di professionisti dotati di straordinarie capacità ed attitudini psico-fisiche non comuni che, come dice il Comandante Alfa, li porta a “camminare nell’ombra con la morte accanto per difendere gli altri e la Legge”.
Laddove vi sono valori che guidano le azioni ed una forte identificazione in ciò che si è, più che in ciò che si fa, sono molto elevate le possibilità di ottenere risultati di assoluto rilievo, in ogni settore ed in ogni ambito, soprattutto se a ciò si aggiungere sincera coesione e grande spirito di squadra.
Trovare similitudini o parallelismi tra un reparto di forze speciali ed una rete di consulenti finanziari è operazione parecchio ardita, forse improponibile, però alcuni spunti di riflessione vengono abbastanza spontanei.
Ed è con questa idea che ho invitato il Comandante Alfa a fare un intervento durante una riunione con i consulenti finanziari che coordino.
Il Comandante Alfa cita una frase del generale Dalla Chiesa: “io gli alamari li ho cuciti sulla pelle” intendendo il suo forte senso di identità, il suo essere un carabiniere, il suo essere un incursore del GIS: il reparto che ha contribuito a far nascere e che oggi è considerato tra i migliori al mondo.
C’è una differenza sostanziale tra ciò che io sono e ciò che io faccio.
Per tornare all’ambito della consulenza finanziaria: essere un consulente è diverso dal fare il consulente e ti identifica nel tuo lavoro ed in come vieni percepito.
In venti anni di esperienza vissuti in questo settore (per lungo tempo, e ancora oggi è abbastanza frequente, i consulenti venivano chiamati promotori finanziari) mi è sempre più cresciuta la consapevolezza del nostro ruolo “sociale” e oggi dire “io sono un consulente finanziario” (e non: io faccio il consulente finanziario) è diventato spontaneo anzi naturale.
Il consulente a cui dobbiamo riferirci è un professionista che sensibilizza e guida il cliente e lo aiuta a comprendere, in modo chiaro, i propri bisogni in prospettiva futura. E’ un supporto per le persone affinché diano inizio a percorsi virtuosi nella costruzione del proprio benessere, adottando comportamenti coerenti con i potenziali cambiamenti che potrebbero verificarsi nel tempo. Tutto ciò è possibile attraverso un utilizzo ragionato e consapevole delle proprie risorse finanziarie e patrimoniali.
Questo è il valore aggiunto del consulente finanziario.
Non esiste più il tempo, semmai fosse esistito, dei consulenti “maghi” di rendimenti o conoscitori di “dritte” con cui fare previsioni sull’andamento dei mercati per generare guadagni mirabolanti.
E’ invece l’epoca di professionisti in grado di assistere con costanza i clienti, svolgendo attività “educativa” e di supporto psicologico-comportamentale in grado di dar vita ad azioni idonee a generare ricchezza e benessere nel tempo.
Siamo dunque difronte ad un consulente finanziario che, attraverso un approccio “olistico”, gestisce in modo integrato le dinamiche patrimoniali di un soggetto e della sua famiglia.
Tornando all’emozionante intervento del comandante Alfa, un altro tema fondamentale su cui abbiamo conversato è la coesione del Reparto: ogni operatore del GIS deve essere consapevole di far parte di una squadra che non può tollerare né incomprensioni né attriti personali.
Date le situazioni ed i contesti dove sono chiamati ad operare è di facile comprensione come l’assenza di coesione e la mancanza di spirito di squadra possa avere conseguenze gravissime, anzi irreparabili.
Anche qui, più che fare paragoni inappropriati, è più utile trarre qualche conclusione contestualizzando il mondo della consulenza finanziaria e delle banche-reti.
Infatti, rifacendomi alla mia esperienza di consulente finanziario, il lavoro di squadra e l’importanza del gruppo sono concetti di cui si parla frequentemente, anzi numerosi sono i corsi e le attività di team building per stimolare il lavoro di gruppo, ma nella pratica non sono molti i casi dove trovano effettiva e fruttuosa applicazione.
In realtà ci troviamo di fronte, direi fortunatamente, a dei liberi professionisti, molti con spiccate capacità imprenditoriali e dotati di forte personalità, con grande disponibilità al lavoro e la giusta dose di autostima. Tali caratteristiche li rendono, naturalmente e inevitabilmente, prima di tutto degli individualisti.
Ebbene l’individualismo può coesistere con il lavoro di squadra quando quest’ultimo è inteso come un metodo e non come un imperativo etico: infatti il giocare di squadra è più efficiente e rende di più e, nei momenti difficili, ti fa sentire meno solo.
Non è dunque, a rischio di sembrare poco poetici, questione di essere poco egoisti o di essere “buoni” ma è questione di essere più efficienti.
Per fare ciò è necessario un Leader che abbia “visione”, sappia dove andare e sia in grado di spiegare il perché, indicando la strada da percorrere.
Quanto sopra ritengo sia valido ed applicabile ad ogni livello e, laddove tale modus operandi sia diffuso, non può che contagiare positivamente generando consapevolezza, rafforzando la “visione” e smorzando timori, paure ed incomprensioni.
In contesti dove sono richieste al consulente finanziario competenze e sensibilità professionali sempre più profonde (pensiamo ai temi del passaggio generazionale, della protezione del patrimonio, dei servizi corporate) operare in un team che sappia mettere a “fattor comune” esperienze, capacità, idee è un innegabile vantaggio per tutti i componenti.
Mi sento sinceramente orgoglioso di essere riuscito ad incontrare, insieme ai miei colleghi, il comandante Alfa, il leggendario incursore con il mephisto che con passione, entusiasmo e anche commozione (quando ha parlato di sua madre), ci ha dato maggiore consapevolezza, da un punto di vista diverso ed inaspettato, di cosa significhino Valori, Identità, Squadra.

Scritto da Donatello Ceccotti © 2019